Pianta
Il bambù è una pianta erbacea nota per essere la più veloce del pianeta a raggiungere la massima altezza (circa 3 mesi) e la piena maturità (3-4 anni). Gli alberi tradizionali si sviluppano in 25-70 anni e necessitano di trapianto.
Il bambù è una risorsa rinnovabile, perché si auto-trapianta offrendo così l’opportunità di una rapida diffusione dovuta ad un continuo ricrearsi di nuovi germogli, anche dopo il taglio del fusto. In tale modo si possono evitare la distruzione di intere foreste e prevenire l’erosione grazie all’azione stabilizzante delle radici.
La pianta, inoltre, produce circa il 30-35% di ossigeno in più rispetto ad una foresta tradizionale di pari dimensioni. Ciò significa più fotosintesi e circa 5 volte meno effetto serra. Se il bambù fosse piantato in grandi quantità, in pochi anni potrebbe risolvere gli effetti del riscaldamento globale.
Il bambù cresce anche in terreni danneggiati (fu la prima pianta a ricrescere dopo la bomba atomica) e migliora la qualità del suolo assorbendo gli eccessi di azoto.
Sopravvive in condizioni avverse, dalla siccità all’allagamento. Funziona da spartiacque riducendo la fuoriuscita dell’acqua dalle vasche naturali, rinforza le rive dei fiumi e riduce l’inquinamento dell’acqua.
La pianta di bambù non ha bisogno di fertilizzanti, pesticidi o trattamenti chimici grazie all’agente naturale chiamato “bamboo kun”. Inoltre, non sono coinvolti organismi geneticamente modificati.
Il bambù è leggero, forte ed elastico. È più resistente della quercia ma allo stesso tempo estremamente flessibile. Per questo le costruzioni in bambù resistono in caso di terremoti e tsunami.
Nel nostro pianeta ci sono più di 1200 tipi di bambù in ogni continente (escluso i Poli) e ad ogni altitudine, dal livello del mare alle montagne, dove l’ossigeno è piú rarefatto.
Piantiamo una pianta di bambù e respiriamo aria più pulita!






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